Parliamo di sicurezza

Ore 11 di una qualsiasi domenica mattina. Esco dal garage con la macchina, ma non riesco a chiudere la saracinesca con il telecomando. Dopo pochi minuti di tentativi vani arriva la telefonata dell’amministratore di condominio che mi dice di non preoccuparmi, il tecnico è già stato sollecitato. Efficienza da fantascienza! Ovviamente tutto il mio movimento era stato ripreso dalla telecamera di sicurezza, nel tragitto dal mio pianerottolo al garage ne incontro ben  tre.
Ed abito in un comunissimo palazzo di un quartiere residenziale.
Bucarest ha circa 10 000 telecamere sparse su tutto il territorio che controllano strade, piazze, scuole,parchi,metro, ecc. appositamente collegate con gli uffici di polizia di appartenenza.

webcam palazzo web cam paloweb cam semaforo
A queste si aggiungono quelle private, ovvero dei negozi, banche, case e palazzi.
Molte sono in vista, ma altre sono ben nascoste. Ad una mia amica è capitato di avere un incidente in un luogo tutt’altro che centrale. Non è stata colpa sua, e la polizia arrivata sul luogo dell’incidente, le ha detto che di lì a breve si sarebbe scoperta la verità. Dopo 48 ore è arrivato il video in cui veniva ripreso l’incidente, e di conseguenza la dinamica dei fatti. La mia amica non contenta, è tornata sul posto a cercare la telecamera…non l’ha trovata!
Mi viene da pensare che in Italia si potrebbero risparmiare tante di quelle cause…ma da noi con la storia del garante della privacy questo non è permesso, tutte le restrizioni che vengono fatte, tutta la segnaletica che deve esserci. Ma perchè? Per non invadere la sfera privata del cittadino? La stessa che poi viene regolarmente sbandierata sui social network?Io stessa mi sono ritrovata la casa svaligiata dopo aver postato in tutti i modi che ero all’estero.
Certo che i cittadini dell’est, la tolleranza al Grande Fratello ormai ce l’hanno nel DNA, la storia ce lo insegna e in tutta la filmografia a tema, il miglior spionaggio appartiene sempre a questa zona grigia d’Europa, ma almeno vivono più sicuri!
I più danarosi hanno adottato il sistema delle videocamere anche sulle proprie auto, a mo’di scatola nera, per evitare chi con gli incidenti ci specula.
I video vengono conservati per 30 giorni e poi vengono distrutti. I negozianti si avvalgono di questo servizio, ovviamente legato ad un pronto intervento da parte della security per un costo di circa 100 euro al mese.
Quello della vigilanza è uno dei maggiori business della Romania, tutti si servono di questo sistema e gli uomini con la scritta “security”si trovano dappertutto.Sulle strade, nei parchi, ogni due vagoni della metro c’è il guardiano munito di manganello. Quante volte ho visto gente piangere sulla metro di Milano a causa dei borseggiatori…

sec metrosec parco

Ed ancora in tutti i supermercati e centri commerciali, e i più fortunati hanno i gabbiotti con il poliziotto davanti al cancello di casa.
Ora proprio per dirla tutta, se questi sistemi di sorveglianza funzionano da deterrente ai fini di non delinquere, aggiungo che i provvedimenti penali sono di gran lunga più severi rispetto a quelli italiani. Qui si finisce in prigione (e ci si resta) per reati che da noi sono a malapena contemplati. Per fare qualche esempio, la tolleranza all’alcool è zero, se si viene beccati, c’è il ritiro della patente per tre mesi. Stessa sorte se non ci si ferma davanti alle striscie se c’è il pedone in procinto di attraversare. C’è l’arresto immediato se si guida senza patente. E, anche qui la storia ci viene in aiuto, andare in carcere in Romania, non è una passeggiata. E non ci sono sconti per nessuno. Gigi Becali (proprietario dello Steaua Bucarest )sta scontando i suoi 3 anni nel duro carcere di Costanza per aver corrotto il ministro della difesa nella compravendita di un terreno di proprietà dello stato.
Se un rumeno vuole delinquere, è molto meglio venire a farlo in Italia! Motivo per cui se uno di loro viene preso e rispedito in patria….dopo pochi giorni è ovvio che torna nel Bel Paese a svolgere la sua professione.
E quindi,quando si sente alla tele che l’ennesimo rumeno ha compiuto azioni deprecabili…nessuno deve pensare che questa sia una prerogativa della razza, credo sia meglio ragionare sul sistema che rende questo possibile.

Radu Mazare e il Mamaia style

E adesso un po’ di leggerezza.
A due ore di macchina da Bucarest c’è Mamaia, la spiaggia della città di Constanza.
Una lingua di terra lunga 8 km e larga 300/400 m, che da un lato ha il lago Siutghiol e dall’altro il Mar Nero.
Due sono le strade che la percorrono, una carreggiabile che costeggia il lago, e l’altra solo pedonale che affianca gli stabilimenti balneari. Su quest’ultima viaggia una telegondola  che collega il casinò con l’inizio della stazione turistica, dove si trova un parco acquatico con una superficie di 4000 mq.
Gli stabilimenti,eleganti e curati nei minimi dettagli, offrono ottimi servizi a prezzi accessibili.
Per dare un’idea, con una media di 20 euro al giorno si possono avere una palma con due lettini o, in alternativa, un comodissimo baldacchino con tanti, ma tanti cuscini…su cui sdraiarsi e godersi un aperol spritz in riva al mare…non male come prospettiva!

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Mamaia in estate è il luogo più cool della Romania. Quello più amato dai giovani. Sicuramente per chi ama rilassarsi sulla spiaggia con un bel libro…questo posto è fortemente sconsigliato!
La musica inizia alle 10 del mattino e praticamente non finisce mai…è un vero e proprio “divertimentificio”. A locali e ristoranti di classe si alternano altri più che mai” fantasiosi”, come la Terasa Balansoar, una gelateria dove ci sono solo dondoli invece delle sedie. Oppure il Galion, dove si mangia sulla nave dei pirati, ma siamo a Disneyland?

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Ma il grande evento dell’estate è il Carnaval di agosto,con la sfilata di carri allegorici, dove il protagonista, la vera star, è Radu Mazare, il sindaco di Constanza (più di 300 000 ab).
Vale la pena spendere due parole per descrivere questo personaggio.
Quando l’ho visto per la prima volta non riuscivo a crederci, vestito da Ramses II, sul palco si esibiva accanto ad una gabbia di leoni.
Non volendomi soffermare sul tipo di politica che attua, considerato che gli ultimi due mesi li ha trascorsi in prigione (roba di tangenti), ma per capire il Mamaia style si deve conoscere colui che ne è l’artefice.
Il suo motto è:”Musica, locali, divertimento!” E così facendo si è trascinato dietro una gran fetta di giovani della Romania, e probabilmente anche di altri, considerato che è sindaco da più di 10 anni, c’è chi lo vota… Istrionico,sempre sulle cronache mondane,spesso contornato da belle ragazze, ha una televisione privata (la Neptun TV). Capace di presentarsi a trasmissioni televisive vestito da gerarca nazista o da gangster degli anni’30.

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Ogni anno ama condurre la parada del Carnaval, vestito da Giulio Cesare, da Luigi XIV, chissà cosa si inventerà per la prossima estate.

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E per dare un assaggio del Mamaia style, propongo due videoclips, di due famose cantanti rumene, entrambi girati in loco, dove Radu Mazare fa acrobazie con il kitesurf , corre sulla spiaggia con un costume a righe da bagnino (ha un fisico piuttosto prestante), oppure balla in discoteca mentre la canzone dice : “Si chiama l’Ibiza di Romania… ma quando si vedono a Saint Tropez  il Carnaval e Mazarè”?

Sighetu Marmatiei e le vittime del comunismo.

memorial“Se la giustizia non riesce ad essere una forma di ricordo, sarà il ricordo ad essere una forma di giustizia”. Sono queste le parole di Ana Blandiana, poetessa romena (tradotta in 23 lingue) e grande sostenitrice dei diritti civili, che insieme al marito Romulus Rusan, si è impegnata a trasformare il penitenziario politico di Sighet in “Memoriale delle vittime del Comunismo e della resistenza”.
Sighet è una cittadina a soli due km dal confine ucraino, e che ha dato i natali al Nobel Elie Wiesel.
Secondo il Consiglio d’Europa, questo Memoriale è una delle principali istituzioni dedicate alla conservazione della storia europea del XX secolo, accanto ad Auschwitz e al Memoriale della Pace di Caen, in Francia.
Qui è stata sterminata, a cavallo degli anni ’50, l’élite politica, religiosa, accademica e militare della Romania, insomma” l’intellighenzia” della nazione, coloro ritenuti pericolosi perchè avevano persone al seguito…
Attraverso un percorso viene illustrata la storia romena dopo l’instaurazione del comunismo:
le elezioni forzate dopo la Conferenza di Yalta, la soppressione di tutti gli altri partiti politici, la creazione della Securitate come organo repressivo, la nazionalizzazione dell’industria, la collettivizzazione dell’agricoltura, la repressione dei culti, delle arti e della letteratura, la resistenza, le rivolte contadine, le deportazioni, il culto della personalità e la “creazione dell’uomo nuovo”.

Il comunismo in Romania ha provocato la morte di 2 milioni di persone. In quei tempi era estremamente semplice essere dichiarato “nemico del popolo”.Qualunque attività svolta poteva essere interpretata come “controrivoluzionaria”, come nella Russia di Stalin in cui tutte le azioni venivano punite in base al temutissimo art. 58. Se c’era bisogno di condannare qualcuno, in questo articolo vi era l’imbarazzo della scelta, e Solzhenitsyn(Arcipelago Gulag), Salamov (i racconti della Kolyma) e Kapuscinski (Imperium) hanno scritto abbondantemente di questo sistema. Spesso e volentieri leggi assurde venivano emanate durante la notte e all’indomani all’alba erano già in vigore. Quello che poche ore prima non era reato, poche ore dopo lo diventava.Come nel caso di Iuliu Maniu, capo del Partito Nazional-Contadino, e di Constantin Bratianu, esponente di quello Liberal Nazionale. Entrambi rinchiusi in questo carcere con l’accusa di “alto tradimento” appena dopo la soppressione degli altri partiti.

La visita si svolge su tre piani, considerando anche il parter che serve da discorso introduttivo alla politica dei gulag e dei lavori forzati. Nei due piani di penitenziario, si visitano circa 50 celle. Di cui qualcuna rimasta come allora, come quella in cui morì Bratianu.

Alcune che servivano per le punizioni, come la cella neagra, ovvero buia, con ancora le catene sul pavimento. In altre vengono illustrati quelli che erano i reati per cui si veniva puniti, ed ancora come era la vita nei penitenziari, alle torture e al già rigido clima invernale spesso si aggiungevano  finestre volutamente rotte…
E l’atteggiamento non cambiava qualora si trattava di donne, sono qui esposti alle pareti i nomi di 4200 di loro, ma il numero reale è infinitamente più grande. E quando capitava di mettere al mondo figli, questi venivano subito strappati loro e chiusi in orfanotrofi. Mi ha colpito il caso di Ioana Voicu Arnăuțoiu, nata nel 1956 da due partigiani (morti entrambi durante la reclusione) e messa in un istituto. Solo nel 1990 ha potuto conoscere la verità.

Una stanza è dedicata ad uno degli episodi più tristi di tutta la storia romena, la deportazione nel Baragan. Nel Giugno del 1951, circa 44 mila persone che vivevano in prossimità del confine con la Jugoslavia, una mescolanza di etnie romene, bulgare, tedesche, serbe e macedoni furono prese e caricate su treni merci. La loro colpa era di essere potenziali sostenitori del “non allineato ” Tito. Dopo un viaggio durato dieci/quattordici giorni furono “scaricati” nel Baragan, in “the middle of nowhere” privi di ogni bene. Si sono trovati ad essere come gli uomini dell’età  della pietra, hanno costruito case di fango e paglia, e si sono arrangiati in ogni modo e sono rimasti per 5 anni in questa landa desolata. Nella stanza sono esposte foto e oggetti di fortuna creati da questa popolazione di deportati…
Quando si esce dal memoriale si va dritti a vedere, “il cimitero dei poveri”, ovvero il luogo in cui sono stati seppelliti i detenuti del carcere, dove un gruppo di statue di bronzo, ricorda i sacrificati.

Nei due km che separano dal cimitero, non si può non riflettere su quello che si è visto, ed è così che sulla strada, mentre dall’altro lato del fiume Tibisco, si intravedono le montagne ucraine il pensiero va inevitabilmente su una sola cosa: il comunismo, a differenza del nazismo, in occidente non è stato condannato abbastanza….

La Transfagarasan

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Qualche anno fa , in una puntata di Top Gear, programma televisivo della BBC che tratta di motori in modo davvero spassoso, il conduttore Jeremy Clarkson, a bordo di una fiammeggiante Ferrari decappottata, percorrendo gli ultimi tornanti della statale 7C, detta Transfagarasan, urla:”Abbiamo sbagliato, è meglio dello Stelvio, questa è la strada più bella del mondo” ! Una puntata molto divertente, tutta girata in Romania, e che vale la pena di vedere perchè le scorribande automobilistiche arrivano fin dentro il tunnel sotterraneo del Palazzo Del Parlamento.
Non so se è davvero la più bella, ma è veramente spettacolare, sembra una pista di Hot Wheels, è il paradiso dei motociclisti! Ma io non faccio parte di questa categoria, quindi ho provato un altro tipo di emozioni, per me il vero spettacolo è stato la natura!

lav tranf 1 E’stata fatta costruire da Ceausescu all’inizio degli anni ’70 ,dopo l’invasione delle Cecoslovacchia, per avere modo di fuggire verso nord, in caso di invasione Sovietica.

Ci sono voluti più di 6000 tonnellate di dinamite e 4

munca anni di lavori a ritmi di 12 ore al giorno, a costo di molte vite umane, ufficialmente 40, ma si sa che le fonti sono poco attendibili….e centinaia di feriti.Si parte da Curtea De Arges per arrivare a Cartisoara, 90 km attraverso i Monti Fagaras a non più di 40 all’ora. Si arriva a 2000 m di altitudine, dove la temperatura può abbassarsi fino a 5° in piena estate. E’ percorribile dai primi di Luglio fino alla fine di Ottobre, nel restante periodo dell’anno è impraticabile a causa della neve.

Man mano che si sale lo scenario cambia,dopo una serie di ponti e serpentine, si attraversa la diga e si affianca il lago Vidraru.
Dopo la cascata Capra si attraversa il tunnel più lungo della Romania (887m), e da qui inizia quella che è la parte più bella. Paesaggio montano, freddo, cavalli al pascolo, e si passa per la riserva naturale di Golul Alpin e da qui si costeggiano il lago e la cascata di Balea.
Ovviamente non la si percorre tutta di un fiato. Molte sono le tappe obbligate, sia per ammirare i vari panorami, e sia per rifocillarsi. Si incontrano un po’ hotel e ristoranti che propongono pesce di lago. Ed anche una serie interminabile di ambulanti  con formaggi e salumi tipici, insieme a grandi quantitativi di catina (olivello spinoso), bacche simili a quelle di Goji solitamente in vendita da Tiger…
Una volta arrivati in cima ci si imbatte nell’inevitabile luogo più turistico della Tranfagarasan, dove pullulano le bancarelle di souvenir, ma appena si inizia la discesa si ha uno spettacolo che toglie il respiro. Si vede dall’alto gran parte della via percorsa, completamente circondati dalle montagne e non si sente assolutamente nulla…solo il vento!

Il Dianei 4, ultima fermata verso la libertà.

 

dianei fuoriIl Dianei 4, nell’omonima via, è uno dei locali di maggiore tendenza di Bucarest, uno di quei luoghi alternativi che alla sera si riempiono di giovani che vengono a bere birra (artigianale), gustare cibo ( rigorosamente organico) e ad ascoltare musica

bar-dianei-4La location è molto particolare, si tratta di una casa degli anni ’20, rimasta così com’era, nessun opera di recupero è stata fatta, se non quella di cercare di riportare alla luce quello che la barbarie comunista aveva coperto. Le mura sono scrostate, ma in alcuni punti è possibile ammirare quelli che erano gli affreschi di un tempo.

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Una vecchia stufa dell’epoca dà un’aspetto familiare a questa casa che di primo acchito sembra “stregata”. Il giardino, la terrazza, la rastrelliera per le bici, invece danno un tocco nostalgico urbano

ialAppartenuta nel periodo interbellico ad un certo Eugene Fenster, di cui non si sa nulla, la casa è stata nazionalizzata nel 1950, e ne conserva ancora la piastrella con la scritta IAL.

Nel 2007, dopo una lunga causa è tornata in possesso degli eredi legittimi, che ormai trasferitisi in Francia hanno preferito venderla all’attuale proprietario.
Ma quello che pochi sanno è che in questa abitazione, oltre ad essersi alternate molte famiglie coabitanti, è stata una di quelle case di “passaggio” servite a Ceausescu per uno dei suoi maggiori business: la vendita degli ebrei.
Ancora i vicini ricordano il viavai di persone con la valigia che stazionavano in questa villetta per qualche giorno, per poi proseguire verso Israele.
A partire dal 1965 il Conducator ha iniziato un contabilizzato commercio estero con questo paese , che senza immigrazione non sarebbe sopravvissuto, con lo scopo primario di procurarsi valuta straniera.
Esisteva un vero e proprio tariffario, da 1500 dollari per un operaio fino a 30 mila per un laureato.L’istruzione fornita aveva un costo. In 25 anni ha intascato circa 124 milioni di dollari.
Del resto, come egli stesso ha ammesso:”Il petrolio, gli ebrei e gli șvabi (svevi del Danubio, anche per loro lo stesso commercio, ma in forma ridotta) sono le merci più ricercate da esportazione“.

Le cantine sotterranee di Cricova

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La Moldavia, regione da sempre contesa tra Russia e Romania e, dal’91, dichiarata Repubblica Indipendente, detiene il record mondiale delle cantine sotterranee più lunghe del mondo (100 km).
Negli anni ’50 era necessario trovare un luogo adatto per conservare al meglio la grande produzione vinicola dell’ex URSS. Quindi si è pensato di utilizzare le numerose miniere da cui si estraeva tufo, che presentavano un microclima ottimale per l’uso richiesto.
A circa 20 km da Chisinau, le cantine di Cricova offrono uno spettacolo davvero unico. Previa prenotazione (il turismo enogastronomico abbonda da queste parti), è possibile fare un tour guidato con inclusa degustazione o pranzo.

trenino
A bordo di un trenino, si percorrono strade ed incroci che hanno le denominazioni dei vini più famosi (Strada Cabernet, Strada Sauvignon, ecc). La temperatura all’interno è di 10 gradi.

 

bottibottiglie

Per tutta la durata si affiancano milioni di botti e pareti di bottiglie. La guida spiega con cura i vari procedimenti per ottenere i loro pregiati vini. Tra tutti il metodo Champenoise, portato qui dai francesi, e ovviamente viene raccontata la nota storia del monaco Dom Perignon che creò lo Champagne “per sbaglio”. Simpatico il nome che hanno dato ad uno spumante, Crisecco, il prosecco di Cricova!

coll putinMolti grandi della terra hanno affittato spazi qui per conservare le loro collezioni private, tra cui Putin, la Merkel, Barroso, ecc.Una parete illustra i personaggi celebri che amano frequentare questo luogo, tra gli italiani, solo Franco Frattini e Mario Pescante            (abruzzese come me).Ultima tappa del tour sono le eleganti sale delle degustazioni. Ambienti molto particolari, tra cui uno in cui viene riprodotto un fondale marino….che c’entra? Bah!.

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Noi abbiamo optato per la degustazione base, 22 euro per un bianco, un rosè, un rosso e uno spumante (o due, tre,non ricordo più), accompagnati da noci e salatini.degustL’atmosfera è particolarmente allegra, e già dopo un paio di bicchieri si fraternizza con i compagni di tour, nel nostro caso russi e ucraini, che hanno aggiunto una nota di colore.Volendo si può degustare con placinte (torte rustiche) o addirittura pranzare con specialità moldave, i prezzi sono abbastanza contenuti.I vini moldavi sono davvero di ottima qualità e vengono esportati in tutto il mondo, tranne che nella Federazione Russa, decisione da poco presa da Putin come ritorsione all’appoggio politico verso l’Europa. Con l’Ucraina è iniziata allo stesso modo con il gas, speriamo bene…La Moldavia è uno dei paesi più poveri dell’Europa, ed ha già la sfortuna di ospitare nel suo territorio la Transnistria, la Somalia europea, uno stato nello stato,non riconosciuto (e non conosciuto) da nessuno e in cui regnano caos, anarchia e trafficanti della peggior specie…

A spasso nel tempo al Parco Herastrau

herastrauHerastrau è il parco più grande di Bucarest, 110 ettari di superficie con un enorme lago al centro.
Non è solo il polmone della città, in cui si viene per immergersi nella natura e fare sana attività sportiva o assistere a belle manifestazioni. Qui si incontrano e si osservano le persone, le generazioni che si susseguono in un paese a cui è stata data la democrazia ma senza manuale d’uso…
Qui ogni angolo racconta una trasformazione, un passato e un presente, a volte imposto con forza.
A mio avviso il modo migliore di visitarlo è farlo in bicicletta, il periplo è del lago è di circa 5 km…
Il viale delle Cariatidi, i busti dei poeti, le panchine liberty e i numerosi roseti, ne danno una visione romantica, ricordano come poteva essere nel periodo in cui è stato costruito, ovvero alla fine degli anni ’30.Anni in cui esisteva una monarchia e si guardava alla Francia come modello culturale e aristocratico.

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Ma su tutto il lago domina l’inquietante presenza del Presei Libere, edificio di tipico classicismo comunista, ex sede dell’organo di stampa, e davanti al quale una volta era ubicata la statua di Lenin. La sua architettura ricorda le “sette sorelle”di Mosca, sette palazzi voluti da Stalin (tra i quali l’Università Lomonosov e l’Hotel Ucraina). Fino al 2007 era il più alto della città, ed era visibile da ogni angolo….il Grande Fratello vi guarda!presei Ma, sempre per la legge dei contrasti, onnipresente in questa nazione, di fianco  spiccano le due”torri gemelle” del City Gate, sede di grandi multinazionali, insomma un inno al capitalismo.

Costeggiando il lago si incontrano numerosi ristoranti alla moda, e sicuramente poco abbordabili per la maggior parte dei cittadini, in cui è possibile spendere fino a 500 euro per una bottiglia di Amarone. Non ho nulla in contrario ai pregiati vini italiani, ma trovo che per quella cifra si abbia diritto, come minimo ad avere un sommelier che indichi il quantitativo esatto di pioggia di quell’annata espresso in millimetri…cosa che non accade. Le nuove generazioni amano spendere, non importa per cosa, basta stupire!
Per fortuna vi sono altre tipologie di ristoranti (ad esempio il Complex Herastrau), dai prezzi modici, in cui è possibile pasteggiare e un bicchiere di vino rumeno ( ve ne sono di eccellenti) è d’obbligo quando ci si trova in una terrazza su uno specchio d’acqua. E così,dopo, è anche giustificata la”pennichella” che vale la pena concedersi sotto i salici, la pace dei sensi.
Continuando il giro, si incontrano una serie di giochi per bambini, skatepark,appositi spazi per cani, attrezzature da fitness, tutto in perfetto stato,e non solo perchè telecamere e security sono dappertutto, ma perchè il concetto di “bene comune”, e da occidentale mi dispiace dirlo, è meglio radicato nei paesi comunisti…
Superato il Diplomatic Golf Club si affianca un vero e proprio gioiello, il Satului (del villaggio), un museo etnografico all’aperto, in cui 270 costruzioni mostrano la tipologia di abitazioni antiche delle varie regioni rumene.
Accanto a questo, ma poco visibile a causa della fitta vegetazione, il Palatul Elisabeta, attuale residenza della famiglia reale, la Romania ha ancora un re, Michele, unico sovrano europeo ancora in vita che da regnante ha affrontato la II Guerra Mondiale.
Altro luogo di interesse, vicino all’Hard Rock Cafè, è il Padiglione H, un’enorme struttura che fino a pochi anni fa ospitava un grande mercato popolare e oggi è la Beraria H, la birreria  più grande dell’est europa, ha 5000 posti a sedere.
Questa è la zona in cui l’olfatto viene maggiormente stuzzicato, ci sono molti baracchini che offrono carnati (salsicce), porumb (granturco, sapore d’altri tempi) e kürtőskalács (dolce tipico ungherese, una specie di grande cannolo vuoto, cotto sulla brace, una delizia).

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Due ponti collegano all’isola Trandafilor(delle rose), in cui si trova la Ronda dei Padri Fondatori dell’Europa, dodici enormi teste di bronzo che rappresentano l’agognata meta di entrare a farne parte.

 

MJDopo il teatro all’aperto si passa per la Aleea Michael Jackson, che fa un po’ sorridere, perchè dedicargli una strada?In realtà, il “Dangerous Live in Bucharest” del 1992 ha segnato l’inizio di un’epoca per molti giovani, è stato il primo mega concerto pop occidentale a due anni dalla caduta del regime, un regime che era solito imporre solo parate militari.
Peccato che a questo avvenimento è legato un aneddoto poco carino, pare che il cantante appena uscito sul palco abbia esclamato:”Hi, Budapest”!