Le cantine sotterranee di Cricova

cricova
La Moldavia, regione da sempre contesa tra Russia e Romania e, dal’91, dichiarata Repubblica Indipendente, detiene il record mondiale delle cantine sotterranee più lunghe del mondo (100 km).
Negli anni ’50 era necessario trovare un luogo adatto per conservare al meglio la grande produzione vinicola dell’ex URSS. Quindi si è pensato di utilizzare le numerose miniere da cui si estraeva tufo, che presentavano un microclima ottimale per l’uso richiesto.
A circa 20 km da Chisinau, le cantine di Cricova offrono uno spettacolo davvero unico. Previa prenotazione (il turismo enogastronomico abbonda da queste parti), è possibile fare un tour guidato con inclusa degustazione o pranzo.

trenino
A bordo di un trenino, si percorrono strade ed incroci che hanno le denominazioni dei vini più famosi (Strada Cabernet, Strada Sauvignon, ecc). La temperatura all’interno è di 10 gradi.

 

bottibottiglie

Per tutta la durata si affiancano milioni di botti e pareti di bottiglie. La guida spiega con cura i vari procedimenti per ottenere i loro pregiati vini. Tra tutti il metodo Champenoise, portato qui dai francesi, e ovviamente viene raccontata la nota storia del monaco Dom Perignon che creò lo Champagne “per sbaglio”. Simpatico il nome che hanno dato ad uno spumante, Crisecco, il prosecco di Cricova!

coll putinMolti grandi della terra hanno affittato spazi qui per conservare le loro collezioni private, tra cui Putin, la Merkel, Barroso, ecc.Una parete illustra i personaggi celebri che amano frequentare questo luogo, tra gli italiani, solo Franco Frattini e Mario Pescante            (abruzzese come me).Ultima tappa del tour sono le eleganti sale delle degustazioni. Ambienti molto particolari, tra cui uno in cui viene riprodotto un fondale marino….che c’entra? Bah!.

rist cricovasala degust

 

Noi abbiamo optato per la degustazione base, 22 euro per un bianco, un rosè, un rosso e uno spumante (o due, tre,non ricordo più), accompagnati da noci e salatini.degustL’atmosfera è particolarmente allegra, e già dopo un paio di bicchieri si fraternizza con i compagni di tour, nel nostro caso russi e ucraini, che hanno aggiunto una nota di colore.Volendo si può degustare con placinte (torte rustiche) o addirittura pranzare con specialità moldave, i prezzi sono abbastanza contenuti.I vini moldavi sono davvero di ottima qualità e vengono esportati in tutto il mondo, tranne che nella Federazione Russa, decisione da poco presa da Putin come ritorsione all’appoggio politico verso l’Europa. Con l’Ucraina è iniziata allo stesso modo con il gas, speriamo bene…La Moldavia è uno dei paesi più poveri dell’Europa, ed ha già la sfortuna di ospitare nel suo territorio la Transnistria, la Somalia europea, uno stato nello stato,non riconosciuto (e non conosciuto) da nessuno e in cui regnano caos, anarchia e trafficanti della peggior specie…

A spasso nel tempo al Parco Herastrau

herastrauHerastrau è il parco più grande di Bucarest, 110 ettari di superficie con un enorme lago al centro. Non è solo il polmone della città, in cui si viene per immergersi nella natura e fare sana attività sportiva o assistere a belle manifestazioni. Qui si incontrano e si osservano le persone, le generazioni che si susseguono in un paese a cui è stata data la democrazia ma senza manuale d’uso…
Qui ogni angolo racconta una trasformazione, un passato e un presente, a volte imposto con forza.
A mio avviso il modo migliore di visitarlo è farlo in bicicletta, il periplo è del lago è di circa 5 km…
Il viale delle Cariatidi, i busti dei poeti, le panchine liberty e i numerosi roseti, ne danno una visione romantica, ricordano come poteva essere nel periodo in cui è stato costruito, ovvero alla fine degli anni ’30.Anni in cui esisteva una monarchia e si guardava alla Francia come modello culturale e aristocratico.

cariatidipoeti
Ma su tutto il lago domina l’inquietante presenza del Presei Libere, edificio di tipico classicismo comunista, ex sede dell’organo di stampa, e davanti al quale una volta era ubicata la statua di Lenin. La sua architettura ricorda le “sette sorelle”di Mosca, sette palazzi voluti da Stalin (tra i quali l’Università Lomonosov e l’Hotel Ucraina). Fino al 2007 era il più alto della città, ed era visibile da ogni angolo….il Grande Fratello vi guarda!presei Ma, sempre per la legge dei contrasti, onnipresente in questa nazione, di fianco  spiccano le due”torri gemelle” del City Gate, sede di grandi multinazionali, insomma un inno al capitalismo.

Costeggiando il lago si incontrano numerosi ristoranti alla moda, e sicuramente poco abbordabili per la maggior parte dei cittadini, in cui è possibile spendere fino a 500 euro per una bottiglia di Amarone. Non ho nulla in contrario ai pregiati vini italiani, ma trovo che per quella cifra si abbia diritto, come minimo ad avere un sommelier che indichi il quantitativo esatto di pioggia di quell’annata espresso in millimetri…cosa che non accade. Le nuove generazioni amano spendere, non importa per cosa, basta stupire!
Per fortuna vi sono altre tipologie di ristoranti (ad esempio il Complex Herastrau), dai prezzi modici, in cui è possibile pasteggiare e un bicchiere di vino rumeno ( ve ne sono di eccellenti) è d’obbligo quando ci si trova in una terrazza su uno specchio d’acqua. E così,dopo, è anche giustificata la”pennichella” che vale la pena concedersi sotto i salici, la pace dei sensi.
Continuando il giro, si incontrano una serie di giochi per bambini, skatepark,appositi spazi per cani, attrezzature da fitness, tutto in perfetto stato,e non solo perchè telecamere e security sono dappertutto, ma perchè il concetto di “bene comune”, e da occidentale mi dispiace dirlo, è meglio radicato nei paesi comunisti…
Superato il Diplomatic Golf Club si affianca un vero e proprio gioiello, il Satului (del villaggio), un museo etnografico all’aperto, in cui 270 costruzioni mostrano la tipologia di abitazioni antiche delle varie regioni rumene.
Accanto a questo, ma poco visibile a causa della fitta vegetazione, il Palatul Elisabeta, attuale residenza della famiglia reale, la Romania ha ancora un re, Michele, unico sovrano europeo ancora in vita che da regnante ha affrontato la II Guerra Mondiale.
Altro luogo di interesse, vicino all’Hard Rock Cafè, è il Padiglione H, un’enorme struttura che fino a pochi anni fa ospitava un grande mercato popolare e oggi è la Beraria H, la birreria  più grande dell’est europa, ha 5000 posti a sedere.
Questa è la zona in cui l’olfatto viene maggiormente stuzzicato, ci sono molti baracchini che offrono carnati (salsicce), porumb (granturco, sapore d’altri tempi) e kürtőskalács (dolce tipico ungherese, una specie di grande cannolo vuoto, cotto sulla brace, una delizia).

ronda

Due ponti collegano all’isola Trandafilor(delle rose), in cui si trova la Ronda dei Padri Fondatori dell’Europa, dodici enormi teste di bronzo che rappresentano l’agognata meta di entrare a farne parte.

 

MJDopo il teatro all’aperto si passa per la Aleea Michael Jackson, che fa un po’ sorridere, perchè dedicargli una strada?In realtà, il “Dangerous Live in Bucharest” del 1992 ha segnato l’inizio di un’epoca per molti giovani, è stato il primo mega concerto pop occidentale a due anni dalla caduta del regime, un regime che era solito imporre solo parate militari.
Peccato che a questo avvenimento è legato un aneddoto poco carino, pare che il cantante appena uscito sul palco abbia esclamato:”Hi, Budapest”!

ursulaUrsula Fait e Stefania Acerra.

Ci siamo conosciute a Bucarest, dove viviamo da qualche anno. Affascinate dalla città abbiamo evitato ogni pregiudizio (molti storcono il naso a sentir parlare di Romania) e ci siamo lanciate nella nuova avventura: scoprire Bucarest e il paese che ci ospita, dove, sin dalll’inizio, ci siamo sentite “a casa”.

ioCi piace pensare che sia proprio il nome ad innescare una sorta di ottimismo quando si arriva qui. “Bucur” in Romeno vuol dire “felice”.  Ecco, Bucarest è una “città felice”! Una capitale europea diversa, molto eclettica. Gli eleganti palazzi del primo novecento sono affiancati dalle severe costruzioni di stampo comunista, ma è proprio questo contrasto a raccontare la storia del paese. Un paese dal ricco passato,transitato sotto il regime comunista, che da 25 anni ha preso la “rincorsa” per raggiungere i fratelli europei. Ma che nello stesso tempo è anche rimasto fedele a tradizioni secolari. Visitare la Romania è come andare al cinema pensando di vedere un bel film e ritrovarsi a vedere un documentario…a vivere un documentario. Un misto di natura selvaggia, paesini rimasti intatti come cent’anni fa, antichi mestieri, gente semplice.  A Bucarest la campagna e la città si incontrano. Grandi spazi, grandi costruzioni, molto verde, una vita notturna invidiabile, ristornati e locali, mostre, concerti, eventi sportivi e culturali.Si rimane sorpresi. Proprio questo ci piacerebbe raccontare, le attrattive e i contrasti della Romania. Guardarla attraverso gli occhi di coloro che la vivono. E per usare le parole di H.Miller:”Una destinazione non è mai un luogo, ma un nuovo modo di vedere le cose”.

Stefania Acerra, di Francavilla al Mare, è insegnante di lingua italiana presso l’Istituto di Cultura Italiana di Bucarest.

Ursula Fait, milanese, è Accompagnatrice Turistica dal 1986 e Guida dal 1995. Nel 2006 si è trasferita a Bucarest (Romania) a seguito del marito. Innamoratasi subito del Paese, spinta dalla passione per la ricerca storica, ha approfondito le sue conoscenze sull’arte e la cultura romene. Nel 2012 ha pubblicato “Caravanserais”, una guida sul centro storico di Bucarest che racconta la vita della città nel XVIII sec, quando era luogo chiave degli scambi commerciali d’Europa. In dieci anni ha messo a punto percorsi tradizionali alla scoperta della capitale e della spettacolare natura del luogo, assieme a itinerari fuori dal comune, che valgono sempre il viaggio. Appassionata di fotografia e mossa da spirito di avventura ama avvicinarsi alla gente, farsi racconatare la loro vita e cultura per poi condividere l’esperienza acquisita con turisti alla ricerca di itinerari ricchi di spunti, conoscenza, suggestioni non stereotipate.

La sua provenienza la aiuta a entrare in forte empatia con i turisti italiani, capirne le aspettative, le curiosità, le esigenze. Parlare in modo eccellente Italiano, Inglese e Romeno le consente una notevole facilitazione nelle relazioni, sia con i turisti accompagnati che con la gente del posto.

https://www.facebook.com/Ursula-Fait-guided-tours-in-Romania-318899931560728/

Ursula Fait, Guide & Tour Creator:  Ursula is a licensed Italian Tour guide from Milan.  She has spent almost 13 years  in Romania where she has rediscovered her passion for researching history & culture and sharing it with people in innovative and participative tours. Ursula has written a book on the Bucharest old town “Caravanserais Hanuri” which talks about 18th century life in Bucharest when the city was a key trading point.   Ursula loves to help you discover Romania and she also loves photography.  Ursula speaks native Italian, fluent Romanian and fluent English.

Ursula offers several private tours of Bucharest and Romania. Out of the path, in direct contact with locals, searching for traditions.copertina foto b

 

Il bello e il brutto di Bucarest

La prima volta che ci si trova a percorrere le strade di questa città, la sensazione è uguale per tutti.Ha 2.000.000 di abitanti con tutto ciò che ne consegue.E’divisa in 6 settori,a spicchi, ognuno amministrato dal proprio sindaco(Primar Sectorul), e sui quali governa il Primar General.Le strade più larghe ed alberate prendono il nome di Bulevard. L’influenza francese del XIX secolo ha condizionato anche la terminologia urbana (sosea,splaiul e trotuar).Il traffico è intenso, spesso dovuto a santier(cantieri, altro francesismo), ma non paralizzante. Ci sono molti parchi urbani.
E fin qui rientra nei canoni di molte capitali europee.
Quello che colpisce è l’architettura, gli stili diversi tra loro creano all’inizio un certo sbandamento nei visitatori “oltre cortina”, che però si trovano subito rassicurati quando vedono i vari Starbuck, H&M e MacDonals…
Ci sono raffinati palazzi fin de siècle in perfetto stile francese haussmaniano affiancati da grattacieli a specchi.

piazza romana
Ma accanto a questi si trovano gli enormi bloc di stampo comunista, di cui ogni volta mi chiedo se le riunioni di condominio le fanno al Dinamo Stadio…

foto ursula
E poi belle ville ristrutturate o cadenti,di cui molte in stile Brancoveanu, un misto di espressioni bizantine mescolate al rinascimento italiano. Tra queste tipologie di edifici ogni tanto spuntano veri e propri “abituri”.Tutti quelli che sono venuti a trovarmi hanno fatto la stessa riflessione:”Non sarebbe male se non ci fossero queste brutture…”
Brutture! Occorre riflettere sulla bruttezza, quando una cosa è brutta? Quando è il contrario di bello, come usavano fare gli ellenici?
Sono proprio questi “mostri” che ci raccontano la parte più tragica della storia di questo paese. Per noi occidentali il concetto di casa “nazionalizzata”non è affatto conosciuto.

lasc catarg villetta
Ma nei duri anni del regime molto sovente si assisteva a questo fenomeno.Una casa, che aveva un legittimo proprietario, da un giorno all’altro diventava proprietà dello Stato.Veniva affissa esternamente una mattonella con la sigla I.A.L. e da quel momento l’entità statale poteva farne quello che voleva. Nei casi più fortunati l’ex proprietario poteva continuare a viverci, ma relegato in una stanza coi suoi familiari, il resto della casa veniva occupato da altre famiglie con cui era obbligato a dividere i servizi. Altro che home sweet home, nostro pensiero comune della sera….ial

A volte, se il malcapitato era un intellettuale, per umiliarlo,veniva costretto a coabitare con gente della peggior specie.
Questa situazione è ben resa nella scena del Dottor Zivago, quando il protagonista rientra a nella sua bella abitazione di Mosca e la trova invasa da decine di altre famiglie.
Dopo la caduta del regime, tutti gli ex proprietari(o eredi) hanno fatto cause per riprendersi l’abitato, ma si tratta di azioni legali spesso lunghe, e molte di queste sono ancora in atto, motivo per cui queste case vivono in totale abbandono.
I tempi sono talmente biblici che i possessori a volte optano per la vendita del “diritto di causa” a terzi che, in cambio di denaro,portano avanti la diatriba e un giorno potranno riscattare il bene.

bloc E che dire degli enormi bloc comunisti, quelli costruiti dal Conducator che in cuor suo aveva il mito di Pyongyang? Quelli che hanno ospitato migliaia di persone sradicate dalle campagne e dai villaggi e costretti a vivere in questi agglomerati urbani? Era molto più semplice spostare e destabilizzare popolazioni intere piuttosto che costruire reti fognarie ed elettriche fuori città.Riflettendo su queste poche nozioni, si può ancora parlare di brutture? Non si può non chiudere gli occhi e provare ad immaginare le sofferenze che hanno visto vivere quelle mura….Ecco che il brutto viene “riabilitato”ad interessante, ed in fondo l’interessante,a differenza del bello, è come per le persone, non smette mai di incuriosire!!!