La Scuola Italiana di Bucarest

Tina Savoi, direttrice della Aldo Moro, può cantar vittoria: la scuola italiana di Bucarest ha finalmente l’aspetto di una vera scuola. Dopo 28 anni passati all’interno di una bellissima villa d’epoca, con grandi sale e soffitti decorati, ma non proprio adatta a una struttura scolastica, l’anno  2018-19 è incominciato nella nuova sede di strada Sf. Stefan.

La scuola, chiamata Aldo Moro nel 1978 in onore dello statista, è paritaria (riconosciuta dallo Stato italiano) e comprende elementari, medie, oltre a una scuola dell’infanzia. Dal prossimo anno si inaugura anche un Liceo Linguistico, con già 15 iscritti. L’edificio ha 3 piani, una palestra, una sala mensa, una biblioteca e un grande cortile

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La Aldo Moro è frequentata al 20% da Italiani,18% da Romeni,  60 % Italo-Romeni, e 20% altre nazionalità.

Ci sono quattro ore settimanali di Inglese (che viene insegnato sin dalla scuola dell’infanzia), e il Romeno viene insegnato dalla seconda elementare.

I 110 alunni dell’anno in corso possono accedere anche ad attività pomeridiane come: chitarra, piano, arti marziali, yoga, fisica applicata, logica matematica, inglese intensivo e altre lingue a richiesta. Mentre per i genitori vengono organizzati incontri tematici, come: il bullismo, il valore dei no. Una volta al mese è aperto un cineforum, anche per i genitori, mentre per le mamme ci sono corsi di ginnastica e di lingua romena.

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La storia della comunità italiana di Bucarest ha più di cent’anni.

Alla fine dell’Ottocento contava circa 800 persone di varia estrazione sociale: operai, piccoli negozianti, qualche industriale, maestri di musica, architetti, ingegneri e imprenditori. Nel 1901 viene fondata la scuola Regina Margherita (elementare, pubblica, mista, diurna con 230 alunni e 11 insegnanti), col contributo del più eminente personaggio italiano dell’epoca, Luigi Cazavillan. La scuola si mantiene grazie alle sue donazioni, al contributo degli allievi, a sottoscrizioni pubbliche e a un piccolo sussidio del Governo Italiano.

Così Cazavillan promuoveva  la sua apertura, sul quotidiano Universul:“La Scuola Italiana per ragazzi e ragazze inizia i corsi il 1 Settembre. I corsi obbligatori sono: lingua italiana e romena, secondo i programmi ministeriali; lingua tedesca, francese, e pianoforte sono facoltativi. La scuola materna accoglie bambini dai 4 ai 7 anni. La tassa scolastica è molto bassa. In ottobre la scuola si sposterà nel nuovo edificio, costruito conformamente alle esigenze igieniche e pedagogiche, aule per i corsi, palestra….”

Luigi Cazavillan era un garibaldino, arrivato in Romania nel 1877. Giovanissimo combatte contro gli Austriaci in Trentino, lui è di un paese vicino a Vicenza. Si sposta in Francia e poi nei Balcani dove lotta a fianco ai Serbi contro i Turchi. L’anno seguente chiede di schierarsi a fianco dei Romeni nella guerra russo-turca ma la sua domanda non viene accolta perché le leggi romene non consentono l’arruolamento di stranieri nell’esercito, partecipa comunque alla battaglia della Plevna come corrispondente di diversi giornali italiani; finita la guerra si stabilisce in Romania.

Nel 1884 fonda il quotidiano Universul. Il giornale diventa il più letto del Paese, con 80.000 copie vendute ogni giorno e un prezzo contenuto, grazie alla vendita di spazi pubblicitari; il primo in Romania. Piace anche la sua imparzialità politica.

Nel 1901 partecipa alla fondazione della prima scuola italiana.

Col tempo le sedi cambiano,  ma la scuola italiana non chiude mai, neanche negli anni del comunismo. La nostra cultura continua a essere insegnata alla  Aldo Moro, punto di riferimento per la comunità italiana di oggi.

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