Cioccolata Rom, una dolce storia di successo.

romIn questi giorni di cronaca di fine annunciata della caramella Rossana, mi viene in mente di raccontare una simpatica vicenda che ha per protagonista la Barretta Rom. E’ lo snack più rumeno ed antico di tutti, e persiste tenacemente su tutti gli scaffali dei negozi della Romania.
Nata nel 1964, come figlia della ben più remota Fabbrica Kandia (1890), era l’unica merendina presente sul mercato durante il comunismo, ed ha alimentato intere generazioni.
Rom, sta per Romania, ma anche per rum. L’interno è farcito da un golosissimo caramello appena aromatizzato al rum che ricorda il sapore dei dolci austroungarici, quelli con lo Stroh.
cioccSulla confezione il tricolore della bandiera rumena.
Ovviamente, per uno snack così semplice, dopo il crollo del comunismo e l’apertura ai mercati stranieri, la sopravvivenza era diventata molto difficile.
I vari Mars, Twix, Bounty avevano finito con l’invadere i neonati supermercati e suscitare maggiore interesse soprattutto per le nuove generazioni.
La fabbrica rischiava il fallimento e sarebbe finita così la storia del cioccolato rumeno.
Ma qualche anno fa, una trovata, geniale, della Mccan Erikson (quella di..per tutto il resto c’è Mastercard) ne ha cambiato radicalmente il destino.
Di punto in bianco, l’azienda ha ritirato tutte le barrette in commercio e ne ha cambiato la confezione, sostituendo la bandiera rumena con quella americana, lasciando immutata la scritta ROM. In contemporanea veniva mandato in onda uno spot dove uno yankee in giacca e cravatta spiegava che il restyling serviva a rendere il prodotto più appetibile e che il popolo rumeno doveva esserne fiero. Che come impatto psicologico suonava : “Volete paragonare il grande sogno americano alla sfigata Romania”?
Nel giro di un paio giorni si scatena l’istinto patriottistico della popolazione.
Reti nazionali che intervistano persone scandalizzate dalla commercializzazione di un simbolo del paese, il sito internet dell’azienda nonché la sua pagina facebook vengono sommersi da migliaia di commenti di nuovi paladini dell’onor di patria, decine di post su blog personali e video su youtube vengono realizzati per combattere il neocolonialismo americano, e addirittura un flashmob.
Dopo una settimana, un nuovo spot, con lo stesso yankee svela l’arcano, si trattava di uno scherzo, l’incarto della barretta sarebbe tornato quello di prima.
Ma la macchina mediatica era ormai partita, talk show, programmi televisivi, per non parlare del social network…
Viene lanciato l’inno della barretta, dove cittadini comuni vengono reclutati a cantare in pieno stile “We are the world”. Insomma la vicenda ha raggiunto quasi il 70% della popolazione ed ha generato una pubblicità gratuita pari a 300.000 euro.
Le vendite sono riprese vertiginosamente e Rom ha riacquistato un posto d’onore sul mercato.
Nel video a seguire il fenomeno viene illustrato.


E la Mccan si è aggiudicata il premio del Festival della Creatività di Cannes (annuale competizione tra pubblicitari).
L’azienda rumena ha continuato ad investire in spot  molto divertenti, usando come slogan: “Rom, sensazioni forti rumene”. Rievocando ironicamente le immagini dei sequestri della Securitate, come in questo.


Oppure richiamando le grottesche melodie delle Manele (canzoni zingare, fortemente osteggiate dagli strati intellettuali).


E’ un simpatico souvenir ed è il mio pranzo del dopo palestra, Ursula continua a preferire una banana e l’Ayran, de gustibus….

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