Il fenomeno Cărturești

Definire Cărturești  una libreria è riduttivo. E’un concept store, uno spazio di ritrovo, uno di quei luoghi in cui si alternano eventi culturali, work shop, proiezioni cinematografiche,ecc.

cart entrataSituata sul Bulevardul Magheru, si trova all’interno di una bella villa di fine epoca, con un suggestivo giardino sul retro adibito a caffetteria-ristorante, molto frequentato nei periodi estivi.(Gradina Verona).
Rinunciando alle vetrine, ha mantenuto invariato l’aspetto di casa signorile, con parte degli arredi originali, come stufe in ceramica, camini, specchi, stucchi e decori .Gli spazi espositivi si trovano nelle stanze.
Quattro piani senza ascensore. Accanto agli scaffali di libri, ci si può dilettare a curiosare tra una serie infinita di oggetti molto originali , high tech e accessori.cart foto int

Uno spazio è interamente dedicato ai tè, con annessi e connessi. La mansarda è adibita ad area di interesse per bambini (libri, giochi, cartoleria), corredata di una sala in cui si organizzano per loro corsi di pittura ed arte in genere.

lettura

Nel sotterraneo si trova il caffè Verona, più in uso nei mesi invernali, chiamato così perchè si affaccia sulla piazza dedicata all’omonimo pittore del ‘900.Questa casa costruita nel 1883, era l’abitazione di Dimitrie Sturdza, ministro degli esteri e Primo ministro rumeno, pare avesse egli stesso una biblioteca molto fornita nella sua abitazione. Nel ’44 ha ospitato la libreria Hasefer, seguita poi da un antiquario che comunque continuava ad occuparsi di libri (sembra che appena dopo la guerra molti venissero qui a venderli per sostenersi).
Nazionalizzata nel periodo del regime, è tornata di proprietà della famiglia Sturdza nel 2000.
Una storia interessante del passato, ma ve ne è un’altra che lo è ancor di più e che si svolge nel presente. Una di quelle storie in cui il protagonista prova ad andare controcorrente e che termina con un lieto fine.
Şerban Sturdza, di professione architetto, dal momento in cui si trova ad essere il legittimo proprietario, inizia a ricevere molte offerte, dalle onnipresenti banche, ma soprattutto dagli investitori immobiliari. Una posizione così, in una delle arterie principali della città, è come il canto delle sirene per gli speculatori edilizi.
Ma il destino della casa era quello di continuare ad ospitare libri. L’architetto è riuscito a fare di un vechituri un affare di successo. Sensibile alle numerose campagne in cui si invitava a non demolire le vecchie abitazioni di Bucarest, opta per la creazione di un centro catalizzatore della vita culturale cittadina in un ambiente familiare, privo di effetti speciali. Due giovani rumeni credono in questo progetto, Nicoleta Dumitru e Șerban Radu. Nasce così la prima Carturesti nel 2003. Seguita poi da altre, 16 in tutta la Romania.L’ultima di queste, Carturesti Carusel, inaugurata nel 2015, a Lipscani, in un palazzo in pieno centro storico. Anche qui, la storia è simile.

carusel fuori carusel dentroAppartenente all’antica famiglia di banchieri Chrissoveloni, è stato nazionalizzato e trasformato in Magazzini Familia nei tempi bui comunisti. Riscattato dopo 24 anni di cause dai legittimi eredi, ora ospita in quattro piani oltre ai libri, uno spazio multimediale, una galleria dedicata all’arte contemporanea e un delizioso bistrot che guarda dall’alto. Şerban Radu e Nicoleta Dumitru, hanno al momento un giro di affari che supera gli 11 milioni di euro e sono tra i 100 cool brands di Forbes…bello poter dire ogni tanto: “la cultura non ha prezzo”!

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