Le Terme di Bucarest, diamo i numeri!

thermeInaugurato appena un mese fa,a soli 15 km da Bucarest, e a 5 dall’aeroporto, si trova il centro termale più grande d’Europa,su una superficie di 250.000 mq. Un investimento di ben 50 milioni di Euro!Un’avveniristica struttura interamente di vetro di 30.000 mq di cui 3000 di piscine.Ci si arriva in macchina ,  taxi, oppure col servizio navetta.

Divisa in tre zone, Galaxy, The Palm ed Elysium è una vera fabbrica del relax, ma non è questo che mi ha colpita, me lo aspettavo. Quello che invece mi ha davvero sorpresa è stata la tecnologia e la cura nei dettagli.

E si vede già dall’entrata. Dopo aver pagato il biglietto d’ingresso che varia da un minimo di 39 lei (9 euro) ad un massimo di 89 (20), a seconda delle zone e del tempo, viene dato una specie di braccialetto dotato di chip, con stampato un numero di 4 cifre che corrisponde al proprio armadietto.

armad (2)Se necessario, sono disponibili armadietti con spine, o Qi, la tecnica che permette di ricaricare il cellulare col sistema ad induzione elettromagnetica.

Con questo dispositivo al polso, passato sui led, è possibile passare da un settore all’altro, o pagare gli extra (massaggi, cibo, bevande)…come sulle navi da crociera!

Un sistema di ventilazione impedisce che tutti i vetri della struttura (saune comprese) possano appannarsi. Altre ventilazioni si trovano negli armadietti, ed altri intorno alle piscine, per appendere i teli, in modo da essere sempre asciutti.

Le docce, obbligatorie prima di entrare in piscina, sono di marmo di ardesia proveniente dal Brasile.

La zona Galaxy è l’unica in cui hanno accesso anche i bambini, motivo per cui è la più frequentata. Sulle pareti, stampate ad alta risoluzione, le immagini catturate dal telescopio spaziale Hubble.

toboga (2)Qui oltre numerosi toboga (1,3 km) è presente una piscina di 560 mq, in cui si alternano 6 tipi di onde, così da simulare 6 mari diversi.

Proprio qui sotto si trova il pozzo che alimenta il centro termale, trovato ad una profondità di 3100 m (come la Calea Victorei). Pare che in realtà stessero perforando alla ricerca di idrocarburi…

Qui l’acqua, trattata con ozono purificato (niente odore di cloro), viene cambiata ogni 4 ore. Chiedo lumi. Mi dicono che in profondità essa è di 85 gradi, quindi per una questione di risparmio energetico, si preferisce portare su acqua calda piuttosto che riscaldarla in loco. Quella eliminata finisce nei laghetti esterni e in alcuni impianti di depurazione. Geniale!

touch toboga (2)Un piccolo touch screen all’interno dei toboga permette di scegliere le luci e la musica che si desiderano nel tunnel al momento della discesa.

Nella zona The Palm, si è immersi in un enorme palmeto, con centinaia e centinaia di orchidee, la temperatura ricorda quella delle serate estive. Al calar del buio l’atmosfera cambia totalmente, un sistema di 4000 m di cavi assicura migliaia di piccoli punti luce con un effetto bellissimo.

palm orchidee (2)

Qui una piscina centrale permette l’accesso all’esterno attraverso una porta girevole. Fuori, Jacuzzi e docce a spruzzi caldi si alternano. E’ possibile stare immersi nell’acqua sdraiandosi su superfici da cui escono getti di acqua calda, piacevolissimo, specie di notte, sotto le stelle.

himalaia sauna (2)

Nell’Elysium, si trovano le saune, con temperature diverse e tutte a tema. L’Himalaya ha le pareti di sale rosa, Alhambra in stile moresco, Hollywood con sala cinema (proiezioni di corti da 7 minuti), Provence con aromaterapia, ecc.

calle

E dopo la sauna? Una bella doccia fredda nella stanza chiamata Calle.

Due sono i ristoranti, uno à la carte e l’altro self service. Quest’ultimo offre una bella varietà di menù a prezzi più che contenuti. Un esempio? 19,90 lei (5 euro) per un pollo tandoori e riso basmati e 6,9 lei (meno di 2 euro) per un bicchiere di vino…

rest terme (2) tandoori

Come sempre, in questi luoghi le foto sono poco esplicative. Consiglio di guardare questo video, dove oltre ad avere un meraviglioso colpo d’occhio, si assiste ad un evento simpatico. L’orchestra sinfonica di Bucarest, a sorpresa, in accappatoio e bermuda, si è esibita offrendo un breve concerto ai bagnanti….

Chi fosse interessato a visite guidate di Bucarest o della Romania può contattare Ursula

Il Museo dell’Aviazione di Bucarest

muzeulIl Museo Nazionale dell’Aviazione (Muzeul Aviatiei) di Bucarest, è uno di quei luoghi che nonostante la mancanza, quasi assoluta, di fondi da parte dello Stato continua a resistere.

Questo, purtroppo, è ben evidente a giudicare dal completo stato di abbandono dei velivoli parcheggiati all’esterno degli hangar. Un parco dove attrezzature, elicotteri ed aerei militari di interesse unico sembrano buttati lì in preda a ruggine e intemperie. Inoltre non vi è nessun tipo di informazione, occorre affidarsi alla rete (la propria, è uno dei pochi posti di Bucarest in cui non c’è wifi). Io ho avuto la fortuna di trovarmi in compagnia di Carlo, amico esperto in materia che ha  fornito interessanti informazioni.
antiaereacarlo E’ uno di quei luoghi, dove gli appassionati del genere possono trovare esemplari ormai unici al mondo (al pubblico).

sniperTra questi il MIG-29 (Mikoyan-Gurevich) Sniper,(nome in codice NATO Fulcrum) un vero gioiello dell’aviazione militare rumena. Cacciabombardiere di quarta generazione, è entrato in servizio operativo in URSS nel 1983, ed esportato in più di 30 paesi. I negoziati tra Romania ed Unione Sovietica ne prevedevano l’acquisto di 45 esemplari, ma di questi solo 21 hanno raggiunto il suolo rumeno, di cui i primi 4 appena qualche mese prima della rivoluzione.

mig 15Il Mig 15 (Fagot), degli anni ’50, impiegato da tutte le forze aeree appartenenti al Patto di Varsavia. Venne usato nelle ultime fasi della Guerra civile cinese, quando Mao Zedong chiese aiuti all’Unione Sovietica. L’abbattimento di un Lockheed P-38 Lightning del Kuomintang, segnò la prima vittoria di questo Mig.

In seguito ne venne fatto largo uso durante la guerra in Corea,dove per anni la partecipazione di equipaggi sovietici alla guerra di Corea fu oggetto di sospetti da parte delle forze delle Nazioni Unite, ma venne sempre smentita dall’Unione Sovietica. Con la fine della Guerra Fredda, i piloti sovietici che parteciparono al conflitto iniziarono a rivelare il loro coinvolgimento.

Gli aerei sovietici vennero dipinti con insegne nordcoreane o cinesi e i piloti indossarono uniformi della Corea del Nord o abiti civili per non svelare la loro vera nazionalità. Per le comunicazioni via radio, vennero fornite della schede con le parole di uso comune in aeronautica in coreano trascritte foneticamente e riportate in caratteri cirillici. Questi espedienti non durarono a lungo, in quanto lo stress dei combattimenti aerei portò i piloti ad usare comunemente il russo. Ai piloti sovietici venne comunque proibito di sorvolare linee aeree dove potevano essere catturati,  che avrebbe indicato un coinvolgimento della Unione Sovietica nella guerra, contrariamente a quanto dichiarato a livello ufficiale.

Negli anni ’50 i MiG-15 dell’URSS e i loro alleati del Patto di Varsavia in molte occasioni intercettarono aerei delle forze aeree NATO durante le ricognizioni nel loro territorio o vicino ad esso. Questi incidenti terminavano spesso nell’abbattimento di uno o l’altro aereo.

mig 17Ed ancora il  MiG-17(Fresco),  caccia sovietico degli anni cinquanta che trovò ampio impiego in tutte le aeronautiche del blocco socialista. Due MiG-17 ebbero il “battesimo del fuoco” il 29 luglio 1953, quando un Boeing RB-50 penetrò nello spazio aereo sovietico vicino a Vladivostok. Il Boeing fu abbattuto ed ufficialmente tutto l’equipaggio morì, ma vi furono voci che qualcuno dei piloti sopravvisse, fosse stato interrogato e poi giustiziato. I due piloti dei MiG furono decorati per l’azione.

Esso fu ampiamente esportato verso i Paesi satelliti o “clienti” degli URSS. Gli egiziani volavano con il MiG-17 durante la guerra contro inglesi, francesi ed israeliani per il canale di Suez nel 56′, contro i Dassault Mystere IV degli israeliani. Vennero usati nella Guerra dei sei giorni ed in quella del Kippur.

L’apice della carriera del MiG-17 arrivò in Estremo Oriente. Quando gli Stati Uniti iniziarono la guerra aerea contro il Vietnam del Nord, nel 1964.

L’Africa fu un altro campo di battaglia per il MiG-17, cominciando con la guerra civile nigeriana del 1969. Varie nazioni arabe erano passate al MiG-17 e così pure il governo nigeriano filo-arabo che lo utilizzò contro la regione cristiana del Biafra.

Tra gli elicotteri, oltre al Puma, è possibile ammirare un modello di  MI-8, del tipo di quello usato da Ceausescu.

elic ceaus senzaelico ceau

Per l’interno del museo, è bene avere un abbigliamento adeguato, è come una cella frigorifera,dentro fa più freddo che fuori.

Qui è possibile conoscere la storia di Hernri Coanda, nome che agli stranieri ricorda solo l’aeroporto di Bucarest, ma che in realtà è stato un vero pioniere dell’aviazione.

Il primo a costruire un aereo a reazione (Jet) nel 1910 e scopritore dell’effetto Coanda, ovvero la tendenza di un getto di fluido a seguire il contorno di una superficie vicina.

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