curtea de arges e dintorni

Senza saperlo Stefania ed io siamo state lo stesso giorno a Curtea de Arges. Curioso. Purtoppo non ci siamo incontrate, io venivo da nord-est, lei da sud.

Dopo aver passato il fine settimana a casa di un’amica Tedesca a Pestera, uno di miei posti preferiti, con un panorama che ogni volta mi sento in obbligo di fotografare, siamo partite in tre alla volta di Horezu.

DSC_1658-bfrDSC_1660-bfr

DSC_1661-bfrDSC_1669-bfr

DSCN0324-bfrDSCN0257-bfr

DSC_1764-bfr

Lungo la strada abbiamo deciso di fermarci a Campolung, dove si trova l’epigrafe più antica della Romania (1300) sul sarcofago di Lorenzo da Lungo Campo, un cavaliere forse di origini italiane, e a Curtea de Arges.

DSCN0363-bfrDSC_1827-bfr

Lì abbiamo visitato le stesse due chiese di Stefania, ma la più bella è, indubbiamente, la Biserica Domneasca con i possenti pilastri su cui poggia la cupola, i colori degli affreschi, l’atmosfera.  Lo stile bizantino si vede sia nella pianta che all’esterno, decorato semplicemente con pietre e mattoni che formano delle geometrie. La chiesa è poco visitata, che è sicuramente un pregio, se si considera la bolgia che affolla invece il monastero.

Da Curtea de Arges abbiamo proseguito per Horezu dove siamo rimaste due giorni a esplorare la zona.

Se non fosse stato per l’aiuto di un amico del posto, non sarei mai riuscita a raggiungere quello che ho visto. Tutte e tre: Petra, Ruxandra (romena, storica dell’arte e direttrice di musei) e io conosciamo la Romania e parliamo Romeno, ma anche così non è facile entrare nella vita della gente.

DSC_2016-bfrDSC_1995-bfr

 

DSC_2000-bfr

DSC_2050-bfr

 

 

 

 

 

 

Siamo state a parlare con Aurica, 100 anni,  che durante la seconda Guerra Mondiale venne fatto prigioniero dai Russi e portato in Siberia. Abbiamo visto una chiesetta del 1487. La sua iconstasi apparteneva all’eremo di Sfantu Ioan, che venne distrutto dalla piena del fiume e l’iconostasi salvata dalle acque venne posta nella chiesa del villaggio. Siamo entrate in una delle poche case di campagna, ancora “in piedi”, che risale al 1800. Siamo passate per un paese di Rudarii, gli zingari che lavorano il legno. Abbiamo visto come una semplice famiglia romena, padre vedovo e 5 figli, con il lavoro manuale di tutti e un po’ di soldi fatti lavorando all’estero (non in Italia!) hanno costruito un “resort” per la pesca alla trota. E abbiamo finito a casa di Stefan in un trionfo di marmellate, sciroppi, formaggio fresco, cetriolini sott’aceto, frutta sciroppata e liquore di ciliegie, tutto fatto in casa. Abbiamo discusso di arte, storia, politica, religione, di corruzione e di quanto si potrebbe fare per salvare il patrimonio del Paese, se solo il denaro andasse nella direzione giusta. Mi sono fatta dare da Narcisa, la moglie di Stefan, varie ricette e abbiamo imparato che in campagna la gente si cura ancora con le piante, fa bene ed è anche gratis! L’aspirina? Perché comprarla? Basta la corteccia del Salice. Dalla Betulla, invece, si ricava un liquido denso come il miele, che cola, dopo aver inciso la corteccia, non ricordo a cosa serva, ma solo l’idea che si possa succhiare con una cannuccia la linfa di un albero mi fa impazzire!

DSC_1980-bfr

DSCN0525-bfr

DSCN0483-bfr

DSCN0451-bfrDSCN0571-bfr

 

DSCN0432-bfrr

Dulcis in fundo, lungo la strada abbiamo incontrato due famiglie nomadi con carri e cavalli, sempre più raro di questi tempi.

DSC_1876-bb-rfDSC_1907-brf

DSC_1891-brfDSC_1901-brf

DSCN0394-brff

DSCN0416-brf

Chi fosse interessato a visite guidate di Bucarest o della Romania può contattare Ursula

 

 

 

 

 

 

 

Curtea De Arges

Curtea de Arges, a 160 km da Bucarest, è uno di quei luoghi non sufficientemente pubblicizzati sui siti turistici stranieri. Spesso si viene qui come base di partenza per la Tranfagarasan, ma in realtà meriterebbe una visita apposta.

E’ una delle città più antiche della Romania, succeduta a Campolung come capitale della Valacchia, anche se alcune controversie storiche basate su ritrovamenti archeologici, affermano il contrario.

Uno dei primi  monumenti che si incontrano entrando nella cittadina è la Biserica Domneasca (Chiesa Principesca), edificata a metà del 1300 da Basarab, principe della Valacchia  che  riuscì  ad  uscire  dal  ruolo  di  vassallo  ungherese, conquistando   l’indipendenza della regione.

bis doamn

Dedicata a S.Nicola, quello che c’è di particolare riguarda gli affreschi che si trovano all’interno. Uno raffigura la “crocifissione di San Pietro”, che come nell’immagine del Caravaggio (del 1600), appare a testa in giù, per volere del martire stesso in segno di umiltà nei confronti di Cristo, come racconta Origene nella sua interpretazione delle Sacre Scritture.

maria inL’altro affresco che colpisce è l’ immagine della Vergine gravida, cosa che non si vede molto spesso nelle immagini sacre. Dare una forma  così umana, che sottintende l’aspetto terreno nonchè una certa sessualità, non è mai stato facile. Di solito nelle rare iconografie a riguardo, si è cercato di ovviare disegnando un libro (Antico Testamento)poggiato sul grembo, o altri simboli per esaltare l’ultraterrenità. Qualcuno ipotizza che tali rappresentazioni fossero addirittura dichiarate eretiche.

Poco distante, all’interno di un parco, l’impressionante Monastero (Chiesa Episcopale), in stile bizantino, fatto costruire nel 1514 da Neagoe Basarab, con marmi e mosaici provenienti da Costantinopoli.

monastmonast2

manolo All’edificazione di questa chiesa è legata la leggenda di Mastro Manolo, una ballata popolare diventata in seguito anche una celebre piecè teatrale ad opera del drammaturgo Lucian Blaga.  Essa narra  che questo monastero, fu costruito da 10 operai guidati da Mastro Manolo che vi murò sua moglie , viva,  come sacrificio supremo per la  creazione di un’opera unica ed irripetibile.

All’interno vi sono le tombe dei regnanti Carol I ed Elisabeta, e Ferdinando e Maria, di quest’ultima,si narra che abbia espresso il desiderio di vedere il suo cuore, racchiuso in uno scrigno d’oro, nella sua amata Balcic (prima che questa venisse ceduta alla Bulgaria).

Dietro il Monastero, nella Cappella, si trovano le spoglie di Sfanta Filofteia, la santa bambina amata da molti pellegrini che giungono da tutta la Romania a renderle omaggio.

Prima di ripartire, previa pausa in uno dei ristoranti sul viale principale, (il Restaurant Domnesc fa un’ottima pizza nel forno a legna), occorre fare una visita all’antica Stazione (Gara) Reale.

gara

Chiamata così perchè fatta costruire da Carol I, è una delle più belle della Romania, non a caso l’architetto che l’ha progettata è il nostro Giulio Magni, molto attivo, nel secolo scorso, in questa nazione. Nipote di Valadier (quello della casina),  vanta tra le sue opere il Ministero della Marina Militare di Roma e la collaborazione con Sacconi per la costruzione del Vittoriano.

giuliomagniint gara

Al momento è inutilizzata, e piuttosto abbandonata, ma è possibile vedere attraverso i vetri gli interni, completamente in legno tipici delle stazioni di quell’epoca.

Chi fosse interessato a visite guidate di Bucarest o della Romania può contattare Ursula

Lipscani

652x450_020919-lipscani23Bucarest cosmopolita, Bucarest superficiale, Bucarest corrotta, veloce, audace, demolita, ricostruita, cadente, polverosa, moderna, e ancora tanti altri aggettivi, tutti veritieri. Spesso chi ci abita si trova a discutere dei molti aspetti di questa città. Si discute sullo stile di vita, sul sistema fiscale (di gran lunga più vantaggioso di quello italiano), sul colore dell’acqua che esce dai rubinetti, sulle possibilità che offre o non offre, e i punti di vista possono essere molto differenti. Ma su una cosa ci si trova tutti d’accordo, quando alla sera si decide di andare a Lipscani, un luogo che placa ogni controversia.Si tratta del centro storico della città, dove intorno alle mura dell’antica corte principesca fatta erigere da Vlad Tepes, si sviluppa un’isola pedonale che non conosce tregua.

Il nome Lipscani viene dato nel 1750, perchè molti dei mercanti venivano da Lipsia a vendere tessuti ed altri prodotti, creando un fulcro commerciale ed artigianale. Ancora oggi le strade portano il nome dei negozi che le caratterizzavano : Blanari (dei pellicciai), Selari (dei sellai), Gabroveni (dei fabbricanti di coltelli), Sepcari (cappellai), Zarafi (dei cambiavalute), Postei (delle Poste).

2012-04-10-hanul-lui-manucQuattro locande (Hanul), ancora esistenti, ospitavano i viandanti, ma di queste solo una ha conservato l’aspetto originario di caravanserraglio, si tratta di Hanul Manuc , con una grande corte che serviva ad ospitare i cavalli con le stanze numerate “a ringhiera”. All’interno si trovano ora un ristorante libanese e Starbucks.

Negli anni del comunismo Lipscani ha subito un forte degrado, nei piani urbanistici del Conducator c’era la demolizione del quartiere in favore delle solite grosse colate di cemento, ma fortunatamente non ne ha avuto il tempo. Pur continuando ad esserci esercizi e magazzini (vuoti), il genere che più andava era la categoria Consignatia, una specie di Banco dei Pegni. Questo tipo di bottega costituiva l’unica possibilità di comprare (previa coda di ore) merce proveniente dall’occidente come jeans, scarpe e cosmetici. Era consuetudine, ricevere, per chi aveva parenti all’estero, i celeberrimi pachete di roba occidentale. Quello che non interessava al destinatario veniva appunto offerto al mercato con questo sistema.Oggi, in questa area, all’alternarsi dei soliti brand di cui l’Europa è piena, continuano ad esserci piccoli negozi antiquari,di souvenir, di abiti da sposa, calzature,ecc. Ma lo shopping non è il motivo per passeggiare a Lipscani.

Qui si viene a respirare il buonumore! Le strade che  si intersecano sono  piene di gente e di locali, e ce n’è per tutti i gusti.

rest lipscrist lip

Dal Caru cu Bere (il ristorante più antico , si deve provare lo stinco), alla pizza più buona di Bucarest, Il Peccato. Dal turco Divan (che offre danza del ventre mentre si cena), al greco Meze per ascoltare il bouzouki.

E ancora pub irlandesi, ristoranti tipici rumeni, sushi,  la Cremeria Emilia (un ottimo gelato al pistacchio), per terminare con i Covrigi (Bretzel) e Gogoasi (pizza fritta), il tipico cibo “da strada”.

lip by nightE la notte? Appena passata la mezzanotte inizia la Lipscani by night. I locali si trasformano in discoteche, e la gente si moltiplica. Vi è l’imbarazzo della scelta, e se si considera che non esiste il biglietto di ingresso, si pagano solo i cocktail (media 5 euro), si fa allora il classico tour che termina alle luci dell’alba.

bordellofinnish-1

Si scende nei  seminterrati come il Beluga, si sale con l’ascensore come al Nomad Sky Bar, o si attraversa  il Pasajul  Macca-Villacrosse (galleria tra due palazzi con tetto in vetro, per avventori di narghilè).

villacrosse

Insomma, è uno scenario che lascia piacevolmente frastornati e che nessuno si aspetta di trovare a Bucarest, nella “triste Romania”, una Romania che in questo momento storico di crisi per il resto d’Europa, sta andando controcorrente e sta crescendo…

E’questo il motivo per cui dico che fare un giro qui serve al buonumore, è bello vedere  nuove  attività commerciali  che aprono, quando torno in Italia vedo locali che chiudono….

COVER, r

Chi fosse interessato a visite guidate di Bucarest o della Romania può contattare Ursula

Le tenute rurali del Principe Carlo

www.ruraltourism.ro è un sito che propone di fare una vacanza diversa in Romania, ovvero nelle case rurali.
Che si decida di andare a visitare i castelli della Transilvania, i monasteri del Maramures o della Bucovina, piuttosto che il grandioso ecosistema del Delta del Danubio, poco importa. Entrare in contatto con la natura ha sempre un suo perchè, e queste accoglienti dimore sparse per tutto il territorio offrono una buona occasione per farlo. Solitamente sono non troppo distanti dai centri urbani, ma nello stesso tempo rappresentano un oasi di pace incontaminata, lontano dai rumori e dall’aria pesante da cui a volte si ha l’esigenza di stare lontani.

da luca 2daluca
Si tratta di case di campagna, in paesini piccoli, che spesso si sviluppano sui lati di un’unica strada. Hanno un limitato numero di stanze, accoglienti e con servizi, e costano pochissimo! Il prezzo varia dai 50 agli 80 lei al giorno a persona (meno di 20 euro), una piazzola in un campeggio del Gargano costa di piu’, ho appena verificato.

colazioneLa colazione è quella tipica rumena, formaggi, kiftele (polpette), zacusca (buonissima, ma pur sempre una peperonata), uova, oltre a marmellate, ecc. Tutto rigorosamente fatto e prodotto in casa, dato che orto e animali rientrano sovente nel contesto di queste abitazioni.
Molte volte dispongono del famoso carretto rumeno trainato dai cavalli e munito di targa, quello che si vede in quasi tutte le immagini della Romania, perchè non approfittare e fare un giro?
Tutto è molto autentico, soprattutto perchè non è ancora preso d’assalto dai turisti.
Se invece alla dimora semplice si preferisce una tenuta di campagna con un pò piu’ di charme, in Transilvania esistono le tenute di Carlo d’Inghilterra, che amando molto questo paesaggio, ha acquistato egli stesso delle proprietà, e viene in visita qui ogni anno.

prin carlo
Dal 2000 al 2013 ha presieduto egli stesso la Mihail Eminescu Trust,un’organizzazione nata nel 1987, allo scopo di preservare e restaurare gli antichi villaggi.
Il rischio di questi borghi è sempre stato il deterioramento.
Prima con Ceausescu e la sua mania di sopprimerli in favore di un’industrializzazione forzata a scapito dell’agricoltura e degli antichi mestieri, e dopo con l’esodo post rivoluzione degli abitanti, per lo piu’ di origini sassoni, che tornavano in Germania.
Recentemente il principe ha anche lanciato una campagna per la tutela del patrimonio rurale rumeno, creando la prima fondazione che porta il suo nome fuori dalla Gran Bretagna, Commonwhealth e USA,spiegando in un’intervista il suo attaccamento a questo paese.

viscri-1Le sue tenute si trovano non lontano da Brasov e Sighisoara, e sono gestite dal Conte Kalnoky, che pare abbia legami di sangue con lui.
Una di queste è a Viscri, un villaggio sassone che si sviluppa intorno ad un’imponente chiesa fortificata del 1225, che insieme ad altre, fa parte del Patrimonio Mondiale dell’Unesco.

Transalpina Road

 

transalpina1

La Transalpina (DN67C), collega la Transilvania con l’Oltenia, passando attraverso i monti Parang,dei Carpazi Meridionali, ed è la piu’ alta della Romania (2145m).

Come laTranfagarasan, è una di quelle strade alpine che richiamano i turisti perchè offre uno scenario montuoso spettacolare. Ma non è una passeggiata, anzi, diciamo che è roba da iubitori de adrenalina, da temerari. Le autorità rumene sconsigliano di percorrerla, visto che in una serie di tratti non è neanche asfaltata, e la cartellonistica che si incontra ricorda che si tratta di “propria raspundere“, ovvero a proprio rischio e pericolo.

Inaugurata nel 1938 da Carol II (motivo per cui viene chiamata “Strada del re”), in realtà non mai stata del tutto terminata. Molti lavori sono stati lasciati a metà a causa delle insolvenze delle ditte contrattiste, con il risultato che oltre a mancare il manto stradale, mancano parapetti e segnaletica. A questo si aggiunge che trattandosi di un terreno franoso, in alcuni punti, la doppia carreggiata si riduce ad una , perchè l’altra è coperta di massi. E che dire delle buche, che ovviamente il guidatore tende ad evitare…peccato che anche chi arriva dal senso contrario fa la stessa cosa!

frane 2 frane 3

Ma una volta presa coscienza di questo, percorrerla è davvero emozionante.

Trovandoci a Sibiu, l’abbiamo percorsa da Nord verso Sud, da Saliste a Novaci, e a mio avviso è il modo migliore di percorrerla in quanto con questa direzione, le cime piu’alte si trovano quasi alla fine del percorso, insomma vi è un vero e proprio crescendo di emozioni. Strada facendo si incontra di tutto, nidi di cicogne sui pali della luce (consuetudine in Transilvania), carretti trainati da cavalli, volpi (una ci ha attraversato la strada), paesini in cui il tempo sembra essersi fermato.

jina

Tra questi, Jina, dove alle spalle di abitazioni piccole e colorate, una attaccata all’altra, spunta una spropositata cattedrale bianca. Cosa ci fa questo Taj mahal dietro le casette del Monopoli? Si tratta della Biserica Sf.Mihail si Gavril, può accogliere 2000 persone ed ha ben due entrate, una per le donne e l’altra per gli uomini In un paesino di 4000 anime…. Bah.

 

 

lacul tauUna tappa è bene farla al Lago Tau, dove l’hotel Papasul Regeului offre un ottimo ristoro con buoni prezzi. Anche solo una cioccolata calda merita, visto che la temperatura qui inizia ad abbassarsi…

La strada è piuttosto stretta, e non ci sono aree di sosta, se non quelle obbligate dove ci si ferma per fare foto ed ammirare il panorama. Queste, a differenza della Transfagarasan, non sono molte, ma ugualmente sono prese di mira dagli ambulanti che offrono cibo e souvenir. Una di queste è il Lago Oasa (siamo a 1255m ), formato da una diga.

lacul oasalacul oasa 2

 

kurtE’questa un’altra tappa consigliata, ammirare il paesaggio dal ponte, avendo tra le mani un kurtoskalacs caldo, dolce tipico di origini ungheresi, cotto sulla brace e rotolato nello zucchero, è impagabile.

Si continua a salire, si incontrano mucche, pecore al pascolo e…cani, anche piuttosto arrabbiati che disturbano lo scenario bucolico e preoccupano non poco (dover cambiare una gomma in questa circostanza non è auspicabile, non c’è neanche il segnale in alcuni punti).

Il Pasul Urdele rappresenta il punto piu’alto. Non ci sono parapetti e si susseguono una serie di curve a gomito per circa una decina di km, la temperatura si abbassa fino ad arrivare a 7/8 gradi, e si arriva nel tratto che si trova su tutte le immagini della Transalpina. Quest’ultimo pezzo, nel nostro caso, è stato accompagnato da una fitta nebbia, che nella sequenza di tornanti,  ha contribuito a rendere il tutto sicuramente piu’ suggestivo, per gli altri, a me ha fatto venire il mal di mare!